Plastica, la filiera corta è realtà

[La Nazione] 17 luglio 2013

LE NOSTRE ECCELLENZE RIUTILIZZO DEL MATERIALE NON NOBILE

Plastica, la filiera corta è realtà

La Revet inaugura l’impianto: 1.500 tir in meno sulla Fi-Pi-Li

di NICOLA PASQUINUCCI

“TUTTA un’altra storia”. E’ lo slogan che la Revet Recycling ha sbandierato all’inaugurazione dell’impianto per il riutilizzo delle plastiche miste. E in effetti, con il mega impianto tutto made in Italy (dal capannone ai vari processi di lavorazione, con il coinvolgimento di 7 aziende), si chiuderà la filiera tutta toscana delle plastiche miste selezionate dalla Revet. Plastiche spesso destinate al termovalorizzatore e che ora conoscono una seconda vita con il nome di plasmix.

«LA TECNOLOGIA più avanzata è qui», ci tiene a precisare Emanuele Rappa di Revet Recycling. «Noi ci abbiamo messo il fegato, ma anche le 24-25 aziende toscane che collaborano con noi ci hanno messo il fegato», sottolinea il presidente Valerio Caramassi — E siamo riusciti a fare ricerca sulla filiera della plastica grazie a PontLab e Pont-tech». Un impegno a 360 gradi che smuove un indotto enorme. «Siamo rimasti impressionati quando abbiamo scoperto che la filiera della plastica coinvolge in Toscana ben 600 attività di cui 100 nella provincia pisana», puntualizza Caramassi.

E Pontedera, nel campo del riciclo svolge un ruolo di primo piano. «E’ un motivo di orgoglio per noi», dice il vicesindaco Massimiliano Sonetti.

La prima scommessa vinta per Revet Recycling è stata quella di riutilizzare il materiale plastico per produrre oggetti, tra questi la scocca dello scooter Mp3 Piaggio e tutta una serie di prodotti per gli spazi all’aperto: panchine, cestini, fioriere e tanto altro. Ma questa volta è stato deciso di fare il processo inverso: non più produrre il materiale plastico “generico” da collocare sul mercato, ma partire dalle caratteristiche del prodotto finale (dal mercato quindi) per poi studiare il materiale riciclato più idoneo. In più, il nuovo impianto, costato 5,1 milioni di euro, sarà anche capace di allontanare la speculazione sui prezzi della materia prima: ovvero la Revet garantirà ai clienti un prezzo costante perché sarà espressione quasi interamente del costo industriale.

Un passo in avanti per non creare “brutti scherzi” ai produttori.

CON QUESTO nuovo impianto che “inghiottirà” ogni anno 15mila tonnellate di plastica non “nobile” per produrne 10mila in granuli, darà anche un contributo all’ambiente e al traffico. Infatti, formando una filiera corta della plastica, non sarà più necessario il trasporto della plastica selezionata verso altre aziende fuori Toscana per la lavorazione. In questo modo si taglieranno 1.500 viaggi dei tir sulla Fi-Pi-Li.