Europa sempre più votata al riciclo e all’economia circolare

15 aprile 2014

Negli ultimi 4 anni la Commissione europea ha messo l’efficienza delle risorse al centro della strategia strutturale economica europea – Europa 2020. Questa strategia è stata sottolineata anche nel discorso di apertura del 16° Forum Europeo “Wasted Potential” sull’eco-innovazione di Hannover, da parte di Janez Potočnik, Commissario europeo per l’Ambiente.

«Le nostre ambizioni ambientali – ha spiegato Potočnik – vengono sempre più considerate come parte integrante della nostra strategia di competitività, non come un vincolo. E parlo non solo delle promettenti tecnologie verdi che vediamo qui ad Hannover Messe. Sto parlando di tutta l’economia. Perché se le imprese europee di tutte le dimensioni e in tutti i settori non si tengono pronte per la futura pressione sulle risorse, non sopravvivranno. Ecco perché, nel 2011, la nostra Resource Efficiency Roadmap ha illustrato l’obiettivo generale di dissociare la nostra crescita economica dall’uso delle risorse».

I tedeschi sono stati i più veloci nel capire l’importanza dell’efficienza delle risorse, forse anche perché le imprese manifatturiere tedesche spendono il doppio in risorse materiali di quel che impiegano in risorse umane.

«Come Commissario europeo all’Ambiente – continuato Janez Potočnik – mi trovo spesso a parlare di politica industriale, di tagli ai costi di produzione, aumentare la competitività e creare posti di lavoro. Gli ambientalisti parlano da molti anni dell’importanza del riciclo, un’altra area nella quale la Germania fa relativamente bene. Riciclare significa sostanzialmente che, invece di seppellire i materiali in discarica, quando sono stati utilizzati una volta, possono essere spinti verso un nuovo uso produttivo. Si tratta di un sistema di economia circolare; è efficiente nelle risorse; significa che otteniamo più valore aggiunto da ogni tonnellata di materiale. E di solito utilizzando molta meno energia».